Comunità di pratica: #herewego

Idea e luogo

Comunità di pratica per l’aggiornamento e l’approfondimento del percorso di studi, delle novità, degli eventi di istituto e comprensorio, volto a migliorare la partecipazione attiva di chi vive la scuola in presenza e per chi, per diversi motivi, non potesse frequentare (bes, malattia, distanza).
#Herewego come slogan di ok, ci siamo. Ci siamo tutti, indipendentemente da dove ci troviamo, dalle problematiche che abbiamo e dalle difficoltà che si possono incontrare. Ci siamo in quanto comunità, di persone, di competenze, di realtà, di idee, di proposte, di riflessioni.

Dove?
Su piattaforme di apprendimento collaborativo presenti in rete o tramite applicativi proprietari dell’istituto.
Possibili piattaforme open source: Moodle – Commonspaces

Finalità e Start-up

Finalità:
Essendo nell’anima della comunità di pratica la capacità di attivazione volontaria, non vi è una struttura dettata, ma una riflessione sul come poter attivare un apprendimento situato che porti sia ad un miglioramento delle competenze che al raggiungimento di obiettivi comuni in prospettive di progresso. #Herewego si pensa come ad un progetto collaborativo situato in ambito scolastico delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che abbia come interesse comune la condivisione degli apprendimenti, dei saperi, l’ampliamento delle conoscenze, la solidarietà partecipativa per i soggetti in difficoltà.

Start-up:
Il progetto si solleva dall’esigenza di far fronte alle difficoltà degli studenti impossibilitati alla frequenza, ma anche per incentivare l’apprendimento tra pari di tutti gli studenti. Gli aspetti di cui tener conto sono il coinvolgimento, la condivisione, il confronto e lo sviluppo.
La parte iniziale è quella che prevede un briefing sugli interessi, sulle competenze in avvio e sulle possibilità di sviluppo. Successivamente vi è il lancio della proposta, tramite invito/post su social, sito istituzionale, blog. Si cominciano ad ottenere le prime candidature per l’avvio della struttura di base che possa accogliere gli strumenti necessari a cominciare.
Interesse comune riscontrato: creare e fornire una partecipazione attiva degli studenti, sia in presenza, sia in momenti di disagio e distanza.

Condivisione, confronto, sviluppo e contenuti

Condivisione
Una comunità di pratica non solo condivide e riflette sull’operatività, ma dona e scambia anche qualcosa di importante del proprio bagaglio di saperi e positivi risvolti a livello relazionale.
Importante favorire e instaurare momenti di incontro che incentivino la condivisione di esperienze e conoscenze.
Confronto
Mettere a disposizione materiali, lezioni, informazioni, proposte, non basta per creare una comunità attiva, che rischierebbe di spegnersi dopo poco. Va attivato il confronto sulle disponibilità messe in rete. La negoziazione è importante al fine di rilevare aspetti nascosti e impensati, per arricchire e arricchirsi, per diffondere fiducia reciproca, per creare esperienza vissuta.
Sviluppo
Non bisogna mai perdere di vista le finalità e gli obiettivi. Una comunità mette in gioco problematiche che attendono un miglioramento, uno sviluppo appunto. Raggiungere un buon grado di funzionalità esprime cooperazione e una preziosa fonte di intelligenza collettiva.

Contenuti
I contenuti partono da esigenze comuni sollevate dalla comunità attraverso appositi thread iniziali.
Accedendo alle varie aree della comunità, gli studenti che vogliano condividere le attività svolte a scuola con chi non ha avuto la possibilità di farlo, crea apposite sezioni dedicate alla divulgazione.

Elena Di Canio
Pedagogista
Media educator
Docente scuola secondaria di I grado

Contatti
P: +39 370 300 40 20
email: elenadicanio@outlook.it
elenadicanio@gmail.com

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