Progetto Quintessenza

Il progetto

Cos’è? Il laboratorio si pone come sussidio curricolare di storia dell’arte e delle materie grafiche – artistiche del programma ministeriale.

A chi si rivolge? Le attività si rivolgono alle classi quinte dei Licei Artistici o Licei scientifici all’interno del programma di Storia dell’arte e disegno.

Quando? Il laboratorio è sviluppato il 7 moduli, circa due mesi di lavoro, nei quali, affiancando in maniere critica e ragionata la programmazione didattica della materia, si alternano apprendimento teorico, apprendimento laboratoriale con l’utilizzo del cinema, apprendimento di gruppo e apprendimento individuale.

L’organizzazione? I moduli vengono suggeriti e costruiti su piattaforma Padlet, alternando materiale rielaborato in gruppo, ricerche personali, conclusioni.

Il link di riferimento della piattaforma e della struttura del Lab Art lo trovate di seguito: https://padlet.com/elenadicanio/laboratorio_nell_arte_classi_quinte

Obiettivi

Obiettivi di autoapprendimento: i momenti dedicati allo studio e alla ricerca individuale attivano un’ulteriore ricerca, quella sul metodo per svolgere al meglio l’attività proposta. Sapere come procedere, seguendo un proprio percorso, attraverso i propri ritmi, individua la modalità migliore da perseguire per raggiungere gli obiettivi.

Obiettivi di relazione e confronto: I momenti dedicati al confronto di gruppo sollecita lo spirito di gruppo, il ruolo del singolo nel sociale e nell’attività di squadra. I metodi individuali si uniscono a fronte di uno scopo comune, facendo emergere le migliori possibilità in quella data situazione.

Obiettivi specifici: gli obiettivi specifici fanno riferimento alla materia di studio. Non solo l’utilizzo del cinema si presterà ad affrontare temi inerenti al programma ministeriale dal punto di vista teorico, ma si presterà anche alla rielaborazione dei temi prescelti, trasformandosi in opere prime degli studenti.

Obiettivi di continuità: i laboratori e le attività, sia sussidiarie che extracurricolari di questo tipo, si propongono anche come esperimenti sociali, didattici, educativi. Pertanto è importante anche dal punto di vista dell’educatore saper cogliere le lacune, le possibilità di verifica, di valutazione, non soltanto degli studenti, ma del progetto stesso e delle sue potenzialità. E’ un processo importante da tutti i punti di vista e per tutte le parti coinvolte.

Obiettivi di attivazione emozionale: l’approfondimento dei temi individuati, porta anche ad un coinvolgimento emotivo da parte del fruitore, che non solo analizza gli elementi dal punto di vista emozionale dei protagonisti, ma anche dal proprio.

Scheda di descrizione

Dati: Silverwood Films, Electric City Entertainment, Tim Burton Productions, The Weinstein Company.  Anno: 2014.

Trama: L’incredibile storia vera di una delle più leggendarie frodi artistiche della storia. A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, il pittore Walter Keane raggiunse un enorme e inaspettato successo, rivoluzionando la commercializzazione dell’arte con i suoi enigmatici ritratti di bambini dai grandi occhi. Finché non emerse una verità tanto assurda quanto sconvolgente. Una frode di identità che si racconta come mezzo di riflessione tra mercificazione dell’arte e identità dell’artista, tra riproducibilità tecnica e unicità originale.

Temi centrali: Mercificazione dell’arte, riproducibilità del prodotto in serie e tematiche legate alla pop art, visione della donna e contesto femminista dell’epoca, dibattito tra verità o business, tra credibilità o onesta, tra pubblico o critica. Il tema artistico gira intono alla menzogna come quello dell’identità e del ruolo dell’arte e dell’artista. Un film che nasce biografico e si discioglie in svariati spunti di riflessione sul contesto, sull’arte, sull’individuo, sulla società.

Rimandi teorici: All’interno del film ci sono chiari richiami alla Pop art di Andy Wharol, una sequenza ne presenta addirittura una scenografia protagonista. I riferimenti della Keane emergono chiaramente nelle sue rappresentazioni più mature, dove fa capolino Modigliani racchiuso nella sua timidezza di donna anni ‘50. L’arte della Keane fu sicuramente bistrattata dalla critica, ma non ci si può non rendere conto di quanto abbia influenzato le tendenze successive, dal pop surrealismo e alla lawbroaw art, fino ai giocattoli e alle serie dei cartoons giapponesi.

Scelta del film

Big eyes

Perché è un film che si presta al tema dell’arte, ad un determinato periodo storico trattato nel programma ministeriale e perché suggerisce riflessioni cognitive ed emozionali su temi paralleli. Dal periodo storico-sociale della figura femminile alla riflessione sull’arte come prodotto in serie e alla scelta della verità.

Perché è evocativo di tematiche profonde dell’anima e dell’essere. Apprendere ad essere risulta importante in questo tipo di percorso.

Perché si riflette sull’accessibilità dell’arte, sia come produttore che come diffusione. Uno dei protagonisti, Walter Keane, traghetta l’arte dalle gallerie ai supermercati, rendendola un prodotto accessibile a tutte le tasche.

Perché mette in gioco le coscienze di fronte alla bugia, alla frode, sia commerciale che identitaria.

Perché la storia tratta la più dibattuta riflessione sul senso dell’arte: e cioè cosa debba essere definita tale, se quella legittimata dal giudizio dei critici oppure quella che riesce a suscitare un’emozione nello spettatore.

Perché permette l’identificazione nei personaggi, riflessione sui diversi punti di vista e sulla scelta tra cosa sia giusto fare, cosa si sceglie di fare e cosa si sceglie di essere.

Perché raccontando dell’arte ci si proietta nell’arte, ricreandola attraverso rappresentazioni grafiche e artistiche degli studenti.

Elena Di Canio
Pedagogista
Media educator
Docente scuola secondaria di I grado

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